La Biblioteca dello Ial-Lombardia Scuola Regionale per Operatori
Sociali nasce nel Maggio 1973, con l’avvio della Scuola
per Assistenti Sociali, come ausilio fondamentale per la didattica
e lo studio all’interno dell’Istituto, al fine di
soddisfare le esigenze di approfondimento e di aggiornamento degli
studenti e degli insegnanti.
Aperta fin dall’inizio all’utenza esterna, cresce
e si sviluppa in consistenza e qualità nel corso degli
anni, in parallelo ai corsi di Educatori Professionali, Animatori
Sociali, Bibliotecari, Ausiliari Socio-Assistenziali e Socio-Sanitari,
qualificandosi sempre più come biblioteca specializzata.
Oggi ricopre un ruolo di supporto fondamentale come Biblioteca
di Scienze Sociali e Biblioteconomiche: è sempre assiduamente
frequentata dagli studenti dei corsi di formazione dello Ial,
ma vede aumentare di continuo l’utenza esterna, costituita
da studenti universitari e soprattutto da operatori sociali e
culturali e da altri professionisti impegnati nella cura alla
persona, a cui fornisce le risorse documentarie necessarie per
l’aggiornamento e la formazione permanente.
Dal 1999 fa parte del Sistema Bibliotecario Provinciale, con
la conseguente reperibilità dei record bibliografici nel
catalogo collettivo delle 200 biblioteche delle province di Brescia
e Cremona.
Dal 21.01.04 è inserita, con altre 23 biblioteche comunali,
nel progetto sperimentale “SSB” (Sistemi Servizi Bibliotecari),
come previsto dall’accordo di programma tra la Regione Lombardia
e le Province di Brescia e Cremona. “Tale progetto coinvolge
le biblioteche bresciane e cremonesi nell’attuazione del
Piano di azioni e-government, parte integrante delle politiche
di sviluppo della Società dell’informazione, che
il governo sta promuovendo al fine di realizzare e diffondere
l’innovazione nella Pubblica Amministrazione, per la diffusione
sociale, nei diversi settori della popolazione, della cultura,
degli strumenti e dell’esperienza della nuova economia digitale.
Con il Progetto “SSB” i cittadini potranno disporre,
direttamente dalle loro abitazioni o dal luogo di lavoro, dell’accesso
a molti dei servizi che le biblioteche hanno finora fornito solo
presso le loro sedi.”